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Rédigé en juin 2010
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L'editore e il traduttore italiano di Ritsos, Kavafis, Seferis, Elitis...

Nicola Crocetti, una vita per la poesia

di Cassandra Toscani

Nicola Crocetti
Foto i-GR/CT

Tutta una vita dedicata alla poesia! Un'intera esistenza al servizio dei grandi poeti di tutto il mondo, dei premi Nobel, di quelli che hanno lasciato o lasceranno la loro impronta alla posterità. Da più di trent'anni, il giornalista, editore italiano e grecista di madrelingua greca, Nicola Crocetti li propone al pubblico italiano grazie alle sue notevoli traduzioni, alla sua incomparabile casa editrice, piccola, sì, ma senz'altro una delle più prestigiose d'Italia, la Crocetti Editore, e grazie a Poesia, la sua elegantissima rivista mensile internazionale più venduta d'Europa. In una bella giornata di sole ci ha accolti nella sua casa editrice a Milano e ci ha parlato a lungo della sua passione e della sua Grecia.

Nicola Crocetti nasce da madre greca a Patrasso nel 1940, i capricci della storia però lo portano sull'altra sponda dell'Adriatico. Nel febbraio del 1981 esordisce nell'editoria pubblicando in prima mondiale Erotica di Ghiannis Ritsos, di cui è sempre stato il fedele amico, l'appassionato traduttore e il fervente ammiratore. Nel gennaio del 1988 crea Poesia. E nel 2010 mette in cantiere la traduzione del famoso poema di 33333 versi, Odissea di Nikos Kazantzakis.

i-GR – Nicola Crocetti, Lei ha dedicato la vita alla poesia. Com'è nata questa passione?

Nicola Crocetti – Sin da bambino leggo poesie. Ne ho lette centinaia di migliaia. Però non ho mai scritto un verso. La vita dei poeti, inoltre, mi ha sempre affascinato. Spesso sono vite infelici, perché la poesia chiede tutto al poeta, gli succhia il sangue e non gli dà quasi nulla in cambio. Altrimenti come si spiega il fatto che tanti poeti si sono suicidati? Sono morti perché hanno capito che l'utopia della loro vita era una strada senza sbocco. Non è facile per un essere umano scegliere di dedicare la propria vita a un'attività da cui quasi certamente non avrà nessun riconoscimento, nessuna remunerazione. Sono talmente poche le soddisfazioni anche quando uno riesce a raggiungere una certa notorietà. Ho sempre saputo bene che con la poesia non si fanno soldi, che la poesia non interessa né i mass-media né le istituzioni. Perciò anch’io, al pari dei poeti, tutto quello che ho fatto l'ho fatto per amore, per affetto, per riconoscenza. L'ho fatto per la causa della poesia, per il debito che ho nei confronti del mio paese natale, della mia lingua madre, per la quale nutro un amore pari a quello che coltivo per la poesia. Sento il dovere di fare per questa lingua quello che essa ha fatto per me dandomi il piacere di poterla parlare, di poterla tradurre, di poter leggere la sua poesia. Per nient'altro. Se l'America mi ha insegnato ad essere pragmatico e professionale, a pensare in grande e ad agire, la Grecia mi ha educato all'arte e alla bellezza.

i-GR – Il nucleo originario della sua vita e del suo lavoro dunque è sempre la Grecia e la lingua greca.

N. C. – E la poesia greca che è una grande poesia. Soprattutto quella del Novecento: Kalvos, Palamàs, Kazantzakis, Sikelianòs, Seferis, Elitis, Ritsos, e molti altri, tutti concentrati in un secolo. È una delle poesie più importanti del Novecento mondiale. Dal secondo Novecento in poi la poesia che domina è quella di lingua inglese. E il più grande poeta vivente è, secondo me, Derek Walcott, che è nato nella piccola isola Santa Lucia dei Caraibi. Un altro poeta, che scrive poemi come non si scrivono più in Europa da secoli, è l’australiano Les Murray. Oggi nel Vecchio Continente non c'è nessuno che abbia il respiro, l'afflato per scrivere come Omero. L'ultimo grande che l'ha avuto è stato Nikos Kazantzakis, il quale ha scritto il seguito dell'Odissea in 33333 versi. Quindi la poesia europea, se si esclude il francese Bonnefoy che è un gigante, è un po' ripiegata su se stessa, è intimistica; oppure è una poesia civile, di protesta. Mentre invece la poesia greca ha una dimensione cosmica. Lo dico come uno che ha letto per passione centinaia di migliaia di poesie di tutto il mondo. L'unico altro poeta, dopo Kazantzakis, che nella sua poesia ha l'ambizione di inglobare l'universo intero è Ghiannis Ritsos.


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